Il diario della nascita
Si compila quando hai le mani libere,
si stampa quando è pieno.
Un album della nascita che vive nel telefono finché serve scrivere, e diventa un libro di carta quando è ora di metterlo su uno scaffale. Si comincia in gravidanza, si va avanti un ricordo alla volta, e le foto sono già dove le avete fatte.
Perché i diari di carta restano vuoti
Non è colpa di chi li compra. Un quaderno da compilare chiede tre cose insieme: essere nello stesso posto del quaderno, avere una mano libera per la penna, e sapere cosa scrivere. Nei primi mesi quelle tre cose non capitano mai nello stesso momento — e le foto andrebbero anche stampate prima di poterle incollare.
Quello che succede quasi sempre è che le prime pagine si riempiono in ospedale, e poi il diario resta indietro di sei mesi: a quel punto ricostruire a memoria è un compito, non un piacere, e il quaderno diventa una cosa che fa sentire in colpa.
Come funziona qui
Le stesse tre cose, spostate dove sono già: il telefono lo avete in mano, le foto sono dentro, e la domanda la porta la tappa.
Quando si scrive
Un diario di carta
Quando sei alla scrivania, con la penna, e il quaderno è lì.
Qui
Quando hai una mano libera: in sala d'attesa, alle tre di notte, mentre allatti.
Le foto
Un diario di carta
Vanno stampate prima, e poi incollate. È il passaggio dove si arenano quasi tutti.
Qui
Sono già nel telefono: si caricano dove sono, e nel libro entrano impaginate.
Cosa scrivere
Un diario di carta
Pagine con spazi da riempire, e il vuoto davanti che blocca.
Qui
Ogni tappa arriva con una domanda: si risponde a quella e la pagina è scritta.
Se si sbaglia
Un diario di carta
Si cancella o si convive.
Qui
Si riscrive quando si vuole, anche a mesi di distanza.
Dove vince la carta
Un diario di carta
È già un oggetto, si regala così com'è e non ha bisogno di niente per essere letto.
Qui
Diventa un oggetto solo quando lo stampate — prima è un file, e sta a voi decidere quando.
Cosa si scrive, tappa per tappa
Ventitré tappe dal test di gravidanza al primo compleanno. Ognuna porta la sua domanda: davanti a una pagina bianca non si sa cosa dire, davanti a una domanda sì. Le tappe compaiono quando è il loro momento, e quelle che tornano davvero — le ecografie, il pancione, il Natale — si raccontano più di una volta.
L'attesa
Il test
Le due linee, dove eravate, chi l'ha saputo per primo.
L'attesa
Come avete scoperto che stavi arrivando? Cosa abbiamo provato?
L'ecografia
La prima volta che ti abbiamo visto. (Puoi raccontarne più di una.)
Come l'abbiamo detto
Come l'avete annunciato ai nonni, agli amici. Le facce, le reazioni.
Il pancione
I mesi dell'attesa: voglie, calci, come cambia mese dopo mese.
Il tuo nome
Perché abbiamo scelto il tuo nome, e quali erano gli altri candidati.
I preparativi
La cameretta, le prime cose comprate, la valigia per l'ospedale.
L'arrivo
La nascita
Il giorno in cui sei arrivato/a: com'è andata, chi c'era, peso e lunghezza.
I primi giorni
Le prime ore insieme, chi è venuto a trovarti, come stavamo.
Benvenuto/a a casa
Il primo ingresso a casa, la tua cameretta.
Chi c'è intorno a te
I nonni, gli zii, chi ti ha aspettato. La famiglia che hai trovato.
I primi mesi
Il primo mese
Le prime notti, le prime abitudini.
Il primo bagnetto
L'acqua, la faccia che hai fatto, chi ti teneva.
La prima uscita
Il primo giro fuori: dove siamo andati, com'era il mondo.
Il primo sorriso
Il primo vero sorriso: quando, dove, a chi.
Il primo dentino
Quando è spuntato e come l'abbiamo scoperto.
La prima pappa
Lo svezzamento: cosa hai assaggiato per primo, cosa ti piace.
Verso l'anno
I primi passi
Gattonare, alzarsi, i primi passi da solo/a.
La prima parola
Cosa hai detto per primo, e le parole buffe che inventi.
Il primo giorno al nido
Il primo distacco: come è andata a te, e come è andata a noi.
Il primo compleanno
La tua prima festa: torta, regali, invitati.
Il Natale
L'albero, i regali, chi c'era. Il tuo Natale.
L'estate
Il mare, la montagna, il caldo. La tua estate.
E alla fine si stampa davvero
È la domanda che si fa chi cerca un album da compilare, quindi la risposta sta qui e non in fondo: sì, si scarica in PDF e si stampa. Non un'anteprima da schermo — un file quadrato al vivo, con le foto a tutta pagina e i testi in sovraimpressione, pronto da caricare su un servizio di fotolibri o da portare in tipografia.
Ci sono due formati per lo stesso libro: il fotolibro, dove comandano le foto, e la storia illustrata, un albo con le pagine disegnate per chi ha poche foto o le vuole tenere per sé. Si sceglie quando si stampa, e si può cambiare idea.
Il file resta vostro. Nessun abbonamento che se scade porta via il libro: quando è stampato è un oggetto, e gli oggetti non hanno bisogno di noi.
Sfogliate un'avventura d'esempio →È un libro finto ma fatto per davvero, con le illustrazioni al posto delle foto: si vede l'impaginazione senza mostrare i ricordi di nessuno.
Chi lo scrive, e chi lo legge
Il diario è della famiglia, non di chi l'ha aperto: si invita il secondo genitore e scrivete sullo stesso libro, senza doppioni e senza mandarsi le foto per chat. Chi c'era racconta la sua parte.
Per i nonni c'è un link in sola lettura da mandare su WhatsApp: lo aprono dal browser, senza installare niente e senza farsi un account. Si disattiva quando volete.
Le foto sono cifrate sul disco con una chiave della vostra famiglia, non c'è pubblicità e non c'è profilazione. Sono le foto di un bambino appena nato: è il minimo, non un vantaggio da vendere.
Da leggere senza iscriversi
- Quanto è grande adesso, settimana per settimana — dalla 4ª alla 40ª, con le misure e le sagome in scala.
- Cosa serve davvero per un neonato — voce per voce, compreso cosa potete saltare.
- Il foglio della settimana da stampare — poppate, pannolini e sonno a penna. Gratis, senza account.
Cominciate dalla prima pagina
Basta la data presunta — il nome può arrivare dopo, che a metà gravidanza spesso non c'è ancora. Poi una tappa alla volta, quando capita.
Aprite il vostro, è gratisServe solo una mail. Nessuna password, nessuna carta.